lunedì 10 febbraio 2014

THE BJs

Storico peso massimo del Pfalz lato Mittel Haardt, Dr. Von Basserman-Jordan è una delle tre “B” (le altre sono Dr. Bürklin-Wolf e Von Buhl), un tempo le uniche, o quasi, aziende del Pfalz ad essere conosciute al di fuori dei confini nazionali.
Non è nuovo su queste pagine, ne avevamo già parlato QUI e QUI.

 
Attiva dal XVIII secolo (ma l'avvento del doppio cognome risale al 1883 e il nobiliare “von” compare nel 1917) con uomini che hanno fatto la storia del vino tedesco, l'azienda ha sede a Deidesheim, ma a Niederkirchen, dove siamo stati ospitati, si trova una delle due cantine di lavorazione, una è per le uve certificate “Bio”, l'altra per quelle provenienti da agricoltura convenzionale.
46 ettari di proprietà con certificazione Biologica in alcuni tra i principali Lage della zona, con suoli provenienti da antiche colate laviche, più uve acquistate da altri 30 ettari per un totale di circa 450.000 bottiglie medie annue.
Dopo la morte del proprietario Achim Niederberger nell'estate 2013, l'azienda si è trovata a fronteggiare una situazione delicata, ma la produzione è tuttora saldamente nelle mani del mitico Ulrich Mell detto Uli, direttore tecnico dal 1996, coadiuvato da Dominik Leyrer in azienda ormai dal 2006.
 
Uli
Dopo che fino al 1996 veniva prodotto solo Riesling, attualmente l'85% dei vigneti vede la presenza del nostro vitigno preferito, interpretato in diverse linee tuttora vestite con le bellissime etichette storiche, in parte ottocentesche, in parte di inizio '900.

Da sinistra: etichetta dei vini con residuo, etichetta dei Riesling secchi, etichetta delle "borgognotte"
La continua tensione alla sperimentazione coinvolge vitigni (es. goldmuskateller), contenitori (vasche di cemento non vetrificate, anfore spagnole per prove a base pinot grigio e gewurztraminer) e tecniche di vinificazione (macerazioni sulle bucce, in anfora e non), ma anche la gestione della vigna, dove da tempo l'azienda segue il calendario di Maria Thun e mette in pratica i concetti della Biodinamica.


Dominik e le anfore
In cantina prevalentemente acciaio e botti di legno da 13 o 26 ettolitri, poi barriques e tonneaux. Fermentazioni con lievi indigeni e/o selezionati a seconda delle situazioni, delle annate, dei vini.

 
Abbiamo avuto il privilegio di assaggiare alcune vasche dell'annata 2013, vendemmia breve, convulsa e complicata a causa del clima, iniziata, per il Riesling, nella seconda settimana di ottobre e che ha portato a rese basse e a vini nervosi con acidità spiccate.
Abbiamo provato anche tanto altro, vasche e botti di Pinot Bianco, Sauvignon, Gewurztraminer, Moscato Giallo, Pinot Nero e, durante il pranzo “al sacco” nella sala-macchine della cantina con Uli e Dominik, il vino in anfora e il Riesling Ancestrale 2011, non in commercio, da uve del Hohenmorgen: una barrique frutto di fermentazione spontanea con residuo zuccherino di 20 gr./l.
Ma qui ci concentreremo sui Riesling destinati al commercio.
Dai “Village” (i cosiddetti “Ortswein” secondo la classificazione del VDP, battezzati con il nome del villaggio di provenienza), ai Premier Cru (Erste Lage) e ai Grand Cru (Grosses Gewachs).
Tutti i vini assaggiati sono trocken, secchi.

ORTSWEIN

Deidesheim
Dall'Hergottsacker.
Stile kabinett trocken. Succoso e fruttato, struttura decisa e nervosa, finale amarognolo.

Ruppertsberg
Dal Reiterpfad.
Appena meno potente del precedente, leggermente più morbido e gentile. Sviluppo lineare con finale floreale e acidità ben integrata.

Forst
Dallo Stift.
Il più minerale tra i “Village” assaggiati: note di grafite, poi quasi terrose. Buona complessità, scie agrumate nel finale preciso ed efficace.

 
ERSTE LAGE

Forster Ungeheuer Ziegler (due campioni da contenitori diversi)
Da una parcella (chiamata “Ziegler”) del celeberrimo Ungeheuer.
Ampiezza fruttata (tropicale) e floreale, buona complessità gustativa con dinamica articolata e sfaccettata.
Lo stesso vino prelevato da una botte da 13 Hl mostra un frutto che si spinge su un versante più pieno, rotondo e cremoso rispetto all'esemplare in acciaio.

Deidesheimer Kieselberg
Da suoli ghiaiosi. Frutto agrumato, mineralità, freschezza e articolazione sapida, quasi salata.

GROSSE LAGE – GROSSES GEWACHS

Hohenmorgen
Da Deidesheim. Vigna di circa tre ettari per due terzi di proprietà di Basserman, con suoli argillo-sabbiosi e di arenaria rossa.
Respiro fruttato (pesca e sfumature quasi tropicali) caratteristico del Lage, cenni floreali e speziati. Palato molto succoso e preciso, cremoso, struttura ricca e lunga.

Jesuitengarten
Da Forst. Il “Giardino dei Gesuiti” (queste terre erano di proprietà del Monastero Gesuita di Neustadt) presenta suoli argillo-sabbiosi con presenza di alterazioni basaltiche e tratti leggermente limosi.
 
Jesuitengarten


Peso, polpa e ricchezza, ma anche tanta articolazione e profondità. Austera eleganza agrumata e fruttata, acidità vivida con finale succulento e rinfrescante.

Ungeheuer (3 campioni da contenitori diversi)
Da Forst. Cru di 40 ettari parzialmente confinante con il Jesuitengarten: suolo di basalto scuro nerastro, arenaria rossa, argille sabbiose e calcare. “Hungeheuer” significa “mostro” e deriva dal poco rassicurante nome di un segretario comunale locale del '600.
 
 
Il campione della botte da 13 ettolitri esibisce un frutto aperto, intenso e disteso (pesca, lime, mango), grassezza, profondità e dinamismo.
Il campione del tonneau nuovo ha un colore più carico con note di cera d'api e di vaniglia, mentre il campione del tonneau usato ha un profilo elegante e misurato, finemente strutturato, compatto.
 
 
Vittorio Barbieri

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