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domenica 8 aprile 2018

WEINS-P. 2014

Quasi un habituè, Bert Selbach con la sua azienda Weins-Prüm su queste pagine (vedi qui, ad esempio), anche se non ne avevamo più parlato dopo la cessione dell'attività post vendemmia 2015. Le bottiglie per fortuna sopravviveranno all'azienda, quindi ne riparleremo ancora, così come le vigne sono state spartite: in parte vendute a JJ Prüm, in parte affittate a Dr. Loosen, quindi il piccolo, ma significativo patrimonio vitato non andrà disperso.
Recentemente mi sono divertito a provare due vini della stessa annata, appartenenti allo stesso praedikat (kabinett, anche se con volumetrie quasi da spätlese), con dati analitici praticamente uguali, provenienti da vigne confinanti. Il risultato? Piccole-grandi differenze, due grandi vini. 

Nel Domprobst; sullo sfondo a destra il W. Sonnenuhr

Graacher Domprobst kabinett 2014 – Weins-Prüm 
89 Oechsle, 53 zuccheri, 8 acidità 
Frutto agrumato al naso, poi note di pasta di mandorle. In bocca lo sviluppo è piacevole e ben bilanciato anche se meno dirompente dell'altro, più quieto; gli zuccheri si fanno sentire maggiormente, nonostante un'acidità viva e matura, solo meno innervata dalle sensazioni saline. Il risultato è un vino elegante e molto piacevole, più pronto e con un po' meno spinta. 

Wehlener Sonnenuhr kabinett 2014 - Weins-Prüm 
89 Oechsle, 55 zuccheri, 8.1 acidità 
Naso complesso, che al frutto (pesca, albicocca) unisce note minerali, poi di mandorla. In bocca lievissima carbonica iniziale che smorza la rotondità voluminosa degli zuccheri, accentuando una sensazione fresco-salata che si fa via via quasi piccante. Nonostante un residuo zuccherino ben presente, è un vino di raffinatezza quasi austera e di propulsione energica, grande già oggi, ma da aspettare cinque-sei anni almeno per iniziare ad assaporarlo in una fase più matura.




sabato 14 novembre 2015

WEINS-PRÜM SPÄTLESE 2013

Già avvistato in questo blog (vedi qui e qui), Bert Selbach vanta due parcelle di vecchie vigne nel Wehlener Sonnenuhr (una proprio accanto alla meridiana, l'altra più in basso, poco prima della Mosella), oltre che piccoli appezzamenti nel Graacher Dombropst, nel Graacher Himmelreich, nell'Ürziger Würzagarten e nel Erdener Prälat.

particolare del suolo del Wehlener Sonnenuhr
Stavolta parliamo di due vini dell'annata 2013 imbottigliati a fine marzo 2014, per un'annata che anche in casa Weins-Prüm ha avuto rese medie basse (35 hl/ettaro). Un confronto tra due diversi spätlese da altrettante vigne "classiche".

Parte delle vigne di Bernkastel, Graach e Wehlen
Per entrambe le bottiglie il livello è molto alto. Vini, naturalmente, ancora molto giovani e che solo parzialmente comunicano il proprio carattere. I nasi soprattutto devono ancora aprirsi, mentre al palato la leggibilità e la stoffa dei vini è già più evidente.

Graacher Domprobst spätlese 2013
Preciso ed espressivo. Al naso albicocca e pesca con nitidezza, poi susine gialle e scie finali di zafferano. Sviluppo gustativo in scioltezza, nonostante una concentrazione quasi da auslese, e finale molto persistente. Più frutto (in confettura) che mineralità.


Wehlener Sonnenuhr spätlese 2013
Grande vino, molto complesso: concentrato, setoso e molto lungo, ma anche di grande bevibilità. Anche qui il naso, in questa fase giovanile, è giocato soprattutto sul frutto (in particolare tropicale, ananas). Unisce peso e ricchezza allo sprint, con un'ampia gamma di sfumature sia al naso che in bocca.


sabato 27 settembre 2014

DR. F.WEINS-PRÜM 2012

Non nuovo su queste pagine (vedi qui), Bert Selbach vanta due parcelle di vecchie vigne nel Wehlener Sonnenuhr (una proprio accanto alla meridiana, l'altra più in basso, poco prima della Mosella), piccoli appezzamenti nel Graacher Dombropst, nel Graacher Himmelreich e nell'Ürziger Würzagarten oltre a parcelle in vigne minori di Wehlen e di Waldrach.
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Selbach inoltre è tra i pochissimi a vantare parcelle nell'Erdener Prälat; una nel Prälat originario acquistata nel 1957, 600 metri quadrati nella parte alta (tra 140 e 160 metri di altitudine) confinanti con una parte di Erdener Treppchen; un'altra più piccola (400 metri quadrati) da generazioni di proprietà dell'azienda nel "nuovo" Prälat.
Qui sotto vi rendiamo conto di due kabinett e una spatlese prodotti nel 2012 (sintetica descrizione dell'annata a questo link), annata che per Weins-Prüm ha significato 94-95 gradi Oechsle nei kabinett (con residui zuccherini impegnativi per la tipologia, ma gestiti molto bene) e 100-110 nelle spatlese. La vendemmia si è svolta dal 20 ottobre al 5 novembre.

 
Graacher Domprobst kabinett 2012
(8% alcol, 95 Oechsle, 8 gr/l acidità, 62 gr/l zuccheri)
Kabinett di peso. Naso che impatta su sensazioni di frutto dolce, poi camomilla. La prima impressione gustativa ricorda quasi una spatlese, lo sviluppo è ricco e pieno, snellito dalla freschezza acida, ma ora forse un po' monocorde.
Molto piacevole e immediato, aspettiamo qualche anno per avere anche maggiore articolazione.
 
Wehlener Sonnenuhr kabinett 2012
(8% alcol, 94 Oechsle, 7,8 gr/l acidità, 58 gr/l zuccheri)
Più slancio del precedente. Agrumato (pompelmo e limone) e salino, quasi più minerale che fruttato. Sviluppo diritto con sferzata rinfrescante che pulisce il palato nel finale. Di eleganza più austera rispetto al precedente, sapido più che acido e di grande beva nonostante una concentrazione importante per la tipologia.
 
Wehlener Sonnenuhr spatlese 2012
(7,5% alcol, 108 Oechsle, 8 gr/l acidità, 102 gr/l zuccheri)
Minerale e agrumato, con scie di erbe aromatiche, anche se ancora in debito espressivo al naso.
Il palato però è magistrale. Si apre e si riverbera con grande persistenza finale; in mezzo una progressione succosa e affilata, dinamica e molto scorrevole che mitiga l'alto contenuto zuccherino, benissimo integrato nella struttura.

 
 
Vittorio Barbieri

domenica 19 maggio 2013

IL PRELATO



Il nomade RieslingGarten viaggia verso l'ardesia rossa dell'Erdener Pralat, uno dei pochi, veri, Grand Cru della Mosella, e tra questi sicuramente il più piccolo ed omogeneo per caratteri microclimatico-pedologici che originano vini potenti e complessi.
Ancora una volta, per la degustazione, siamo stati ospiti di Matteo Bertè e delle Cantine Francesco Montagna di Broni.
 
IL VIGNETO
L'Erdener Pralat, ovvero il Prelato di Erden (per molto tempo la Chiesa è stata proprietaria di queste vigne), si estende attualmente per soli 1,4 ettari, tra l'Urziger Goldwingert e l'Erdener Treppchen, una striscia di terra nella parte bassa della collina chiusa da rupi rocciose, a ridosso della Mosella sulla sponda opposta all'abitato di Erden, a circa 110-150 metri s.l.m. Le pendenze arrivano anche al 100%!

La sua storia più attuale è inscindibilmente connessa a quella della famiglia Berres, non più produttrice, ma la prima, a fine '800, a usare la caratteristica etichetta che mostra un prelato sorridente con un bicchiere di vino in mano (non è difficile immaginare il motivo di tale sorriso), che ancora oggi identifica i vini del Cru ed è, con piccole varianti da un'azienda all'altra, utilizzata da cinque produttori: Moselschild, Dr. Hermann, Dr. Loosen, Weins-Prum e Moenchof.
Nel 1926, alla morte di Peter Josef Berres, il Pralat (all'epoca grande mezz'ettaro) viene suddiviso tra i suoi sette figli, molti dei quali fondano una propria azienda.
Nel 1981 il Cru viene esteso in direzione ovest e la superficie triplicata.
Esposta a sud pieno, è considerata una delle vigne più calde della zona, tra le prime a germogliare e a fiorire, ed il fatto di trovarsi nella parte bassa della collina fa sì che in autunno si sviluppino nebbie mattutine che favoriscono l'instaurarsi della Botrytis.
 
Presenta un suolo che combina l'ardesia grigio-blu del vicino e molto più esteso Erdener Treppchen e gli elementi ferrosi rossastri dell'Urziger Wurzgarten. Quello che si vede in vigna sono prevalentemente lastre o frammenti di ardesia grigio-blu-rossa. La maggior parte delle piante sono allevate a palo singolo, non sono innestate e hanno tra i 60 e i 100 anni di vita.
 
Spesso i vini hanno un carattere di potenza e ricchezza associate all'eleganza. Un po' meno eleganti e più potenti dei vini provenienti dal Wehlenener Sonnenuhr, con parte delle note “esotiche” del vicino Wurzgarten, ma con maggiori sfumature minerali/affumicate (retaggio dei suoli del Treppchen): un carattere unico.
Oggi sono 12 i produttori ad operare qui, tre di questi (Dr. Loosen, Monchof e A. Schmitges) ne possiedono due terzi. Da solo Dr. Loosen ne possiede un terzo (5.000 metri), mentre c'è chi ne ha solo 1.000 metri o addirittura 200 da cui si ricavano poche centinaia di bottiglie.
Le parcelle del Pralat originario sono gestite da quattro aziende: Dr. Loosen, Monchof, Moselschild e Weins-Prum.
 
 
LE AZIENDE
DR. WEINS-PRUM
La nascita dell'azienda va ricercata agli albori della famiglia Prum, quindi della storia di quel Sebastian Alois di cui abbiamo già parlato qui, il capostipite, e dei suoi nipoti. Ricapitolando: Sebastian fa sei figli, uno solo si sposa e figlia a sua volta, Mathias. Quindi, finché Mathias (che fa sette figli) resta in vita l'azienda resta unica e indivisa, ma alla sua morte nel 1911 l'azienda viene divisa tra i figli e le figlie, con rispettive/i mogli e mariti di mezzo. La figlia più giovane, Anna, insieme al marito, un Weins, darà il via all'azienda Weins-Prum.
Incasinato, eh? Non è finita. L'azienda si trova a Wehlen nella stessa via, Uferallee, occupata anche da J.J. Prum e dal 1978 è gestita da Bert Selbach (nel frattempo, via matrimonio, è arrivata in azienda anche la famiglia Selbach).
Quattro ettari a riesling per circa 35.000 bottiglie all'anno. 0,10 ettari (1.000 metri quadrati) nel Pralat, il 60% del quale, acquistato nel 1957, si trova nella parte originaria, mentre la rimanente parte è nel Pralat allargato.
Fermentazione in fuder di legno e in acciaio, parte con lieviti indigeni, parte con lieviti selezionati. Vini eleganti, delicati e leggeri, più che potenti.
 
 
Altro nome storico, attivo dal 1744. La preziosa superficie di Erdener Pralat ammonta a soli 0,26 ettari suddivisi in due parcelle nella parte allargata, la più estesa delle quali ha 50 anni di vita ed è allevata su piede franco. In tutto l'azienda ha una decina di ettari coltivati a riesling (80%), muller thurgau (18%) e pinot bianco (2%) situati prevalentemente a Erden e suddivisi tra i Cru Pralat, Treppchen (soprattutto) e Herrenberg. Produzione media annua di circa 100.000 bottiglie.
Andreas Schmitges gestisce l'azienda insieme alla moglie Waltraud dal 1990, dopo averla ereditata dal padre Heinrich, e in cantina lavora con fermentazioni in vasche di acciaio utilizzando sia lieviti spontanei, sia selezionati.
Stile fatto più di peso e struttura, che di slancio e leggerezza.
 
 
I VINI
Alla degustazione, oltre ai due giardinieri e al padrone di casa, erano presenti Massimo Volpari, Carlo Milani, Marco Bertelegni, Alessio Brandolini, Matteo Bertè e Stefano Calatroni.
Abbiamo degustato i nove vini alla cieca, suddividendoli in due batterie, più un assaggio (l'ultimo) solitario.
La prima batteria era, di fatto, una piccola verticale dell'Erdener Pralat spatlese di Weins-Prum, la seconda, più variegata, un confronto tra due vini di pari annata e categoria, ma di Cru diverso, di Schmitges e una mini-miscellanea di Dr. Loosen. Per ultimo, un auslese goldkapsel di Weins-Prum.

 
BATTERIA N.1

Erdener Pralat spatlese 2008 - Dr. Weins-Prum
Maturità più basse e meno gradi Oechsle rispetto al 2009. Annata meno calda, più classica (vendemmia più lunga rispetto al 2009) e, forse, per questo più nelle corde di Selbach. Vagamente simile al 2004, altra annata di grande bevibilità. Siamo comunque di fronte a una spatlese che, per Oechsle (98°), potrebbe valere un'auslese.
Naso semplice e lineare, gradevole, che concede poco ad esuberanze generose, restando nei dintorni dei frutti bianchi (mela, pera), con note sassose, poi anche agrumate. Bocca fresca e sapida vivacizzata da una lieve carbonica. Profilo molto fine, cristallino, da annata fresca. Grande bevibilità.

Erdener Pralat spatlese 2009 - Dr. Weins-Prum
Poco più di 700 bottiglie prodotte. 105° Oechsle e 20% degli acini botritizzati, una specie di auslese battezzato come spatlese. Bert Selbach paragona l'annata al 2005 (ricca di estratti – in media 40 gr/l - e potente), ma con acidità maggiori. Vini più potenti del solito, nella storia aziendale.
Frutto polposo, caldo, tropicale, dolcezza di frutto che arriva a sfiorare note di confettura di albicocca. Zafferano in chiusura, appena anticipata da una nota leggermente mielosa.
Anche il palato è più complesso del 2008. Ricco e polifonico, è reattivo e molto scattante, ma pure vellutato, il tutto in un contesto di grande armonia.

Erdener Pralat spatlese 2007 - Dr. Weins-Prum
Fioritura anticipata, tempo magnifico in estate, grappoli molto sani e pienamente maturi (alte densità dei mosti). Vendemmia anticipata rispetto al solito (6 ottobre, ma qualche collega ha iniziato a metà settembre!). 100° Oechsle.
Bel colore verdolino, naso ancora un po' chiuso, leggermente ridotto. Note sulfuree, floreali e una sfumatura burrosa. Deve aprirsi. Anche il palato, comunque vivo, ricco e dinamico, sembra ancora indietro nel trovare una propria definizione chiara e lineare.

Erdener Pralat spatlese 2006 - Dr. Weins-Prum
Meteorologicamente schizofrenica, un'annata particolare e di complessa gestione che ha portato a una vendemmia record per durata: solo 12 giorni, dal 10 al 22 ottobre. Rese basse: solo 47 Hl/ettaro.
75% di uve botritizzate.
Colore più carico e concentrato rispetto ai tre precedenti. Molto zafferanoso, con toni di confettura di susina e di albicocca. Naso “dolce”, quindi, quasi mielato. Il palato conferma questo profilo dolce, nascondendo solo parzialmente una freschezza decisa che ne amplifica la persistenza e la scorrevolezza.
 
 
BATTERIA N.2
Erdener Pralat spatlese alte reben 2007 – A. Schmitges
(Alte reben=vecchie vigne)
Impalcatura semplice e piacevole. Floreale e fruttato (con note di lychee), mostra un retrogusto sassoso nel finale amarognolo, dopo un attacco gustativo zuccherino rinfrescato da uno sviluppo lineare. Piacevole.

Erdener Treppchen spatlese 2007 – A. Schmitges
Sensazione di burro appena rancido, più peso e meno eleganza del precedente, vino più grosso e “pesante” (anche nel colore più carico). E pure un po' meno vivo, sia gustativamente che olfattivamente (aromi che evocano miele, mela cotogna, canditi).
Il paragone con il precedente permette di leggere con chiarezza la differenza tra il Grand Cru (Erdener Pralat) e il Premier Cru (Erdener Treppchen), la grazia potente del primo e la maggiore rusticità del secondo.

Urziger Wurzgarten spatlese 2006 – Dr. Loosen
Pulito ed elegante al naso: floreale (rosa), note appena balsamiche, lieve zafferano.
In bocca mostra un vigore graffiante che quasi non t'aspetteresti di tale decisione. Bello slancio, soprattutto nel finale fresco, dove il vino sgomita quasi amarognolo. Amichevole, ma non troppo.

Erdener Pralat auslese 2004 – Dr. Loosen
Grande vino che già alla vista fa sperare bene, dotato com'è di un bel colore carico, ma vivo.
Miele, confettura d'agrumi e zafferano, in bocca emergono note un po' fumè e sassose, poi il lychee, la pera. Naso molto complesso, e così il palato, di grande peso e migliore articolazione, finale pulito e asciutto. Potenza, concentrazione e complessità.

 
DA SOLO
Erdener Pralat auslese goldkapsel 2006 – Weins-Prum
In mezza bottiglia.
Pera, zafferano, confetture dolci. Naso intrigante. Il palato non spinge troppo sugli zuccheri, anzi, dà sensazioni di erbe officinali con retrogusto di confettura di rabarbaro. Finale di buona freschezza.
 
 


Vittorio Barbieri