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giovedì 15 marzo 2018

KOEHLER-RUPRECHT

Azienda di culto del Mittel Haardt (Pfalz) con sede a Kallstadt; 13 ettari vitati per circa 75.000 bottiglie prodotte all'anno. Il culto è nato grazie a Bernd Philippi, che ne è stato proprietario e gestore dal 1976 al 2008: alfiere della “vecchia” scuola anti-moderna, Philippi – che ha ceduto l'azienda nel 2009 – ha sempre lavorato attraverso vendemmie tardive, fermentazioni spontanee e lunghi affinamenti sulle fecce in legno vecchio (per riesling botti di almeno 5-6 anni) da 600-1.200-2.400 litri.
I vini più celebri di Koehler-Ruprecht sono gli auslese trocken provenienti dal Kallstadter Saumagen, in particolare nelle versioni “R” ed “RR”, prodotti solo in annate eccezionali; vini mitici che l'azienda continua a produrre dopo l'uscita dalla V.D.P. in contrasto con la nuova classificazione.



Sezione del Kallstadter Saumagen

Dal 2010 è il bravo Dominik Sona a dirigere le operazioni senza stravolgere l'impostazione precedente, con la differenza, forse, di provare a snellire, a rinfrescare il frutto - quando possibile - e, più in generale, le strutture dei vini, che restano sempre molto fedeli all'annata e ricchissimi di personalità. 
Ho avuto il piacere di visitare l'azienda nello scorso mese di gennaio, assaggiando insieme a Dominik prevalentemente vini trocken (la specialità aziendale) delle annate 2015, ricca e polposa, e 2016, dal frutto fine ed elegante. Tra i non Riesling degustati, segnalo un piacevole Chardonnay 2015 dal “Premier Cru” Annaberg e due Pinot Nero 2014 (un kabinett trocken ed una spatlese trocken) dai tratti nervosi. 
Quasi tutti i vini assaggiati provengono dal “Grand Cru” Kallstadter Saumagen, vigna che si estende per 33 ettari su suoli calcarei (c'era una cava di gesso nell'Antica Roma), a 160-210 metri di altitudine slm. 

Il Kallstadter Saumagen, da www.weinlagen.info


Kallstadter kabinett trocken 2016 

11,5% alcol. 
Dai Cru Steinacker and Annaberg. Vino semplice, delicato, floreale e fresco, molto gradevole. Centro bocca sottile, buona spinta finale. 


Kallstadter Saumagen kabinett trocken 2016 

11,5% alcol. 
Mix molto riuscito di freschezza elegante e setosità. Floreale complesso, pesca, spezie, miele; bocca agrumata, sottile, ma lunga. Bellissimo kabinett. 


Kallstadter Saumagen kabinett trocken 2015 

13,5% alcol.
Potente, caldo. Frutto giallo maturo (anche tropicale), miele-cera d'api, erbe. Kabinett di peso, anche se con buona acidità. Per gli amanti dei muscoli, più che delle finezze. 


Kallstadter Saumagen spatlese trocken 2015 

14% alcol. 
Grosso, quasi opulento. Si ritrova la ricchezza dell'annata; sviluppo concentrato ma sicuro, finale caldo. Frutti bianchi (mela-pera) e gialli (pesca) maturi, sfondo tropicale. 


Kallstadter Saumagen auslese trocken 2015 

14% alcol. 
Ottimo auslese: articolato e complesso, ricco ma ben blianciato, esprime la vendemmia generosa senza eccessi. Maturità di frutti canditi al naso, note leggermente balsamiche, poi erbacee; palato alcolico e pieno, ma anche ampio, dinamico e salato. Ottima riuscita. 


Kallstadter Saumagen auslese trocken 2014 

13% alcol. 
Naso non esplosivo, certo, se paragonato al precedente: più fine, complesso, con note di pesca, pompelmo e limone, zenzero, anche pasta di mandorle. Palato succoso, attacco di bocca ampio che maschera una buona freschezza di fondo. Finale molto elegante. 


Kallstadter Saumagen auslese trocken “R” 2011 

13% alcol. 
Da un'annata calda. 5 anni in bottiglia prima di essere messo in commercio. 
Carattere maturo, speziato e fumè (camino spento), frutto bianco maturo (pera) pronunciato, poi anche miele di acacia; palato soffuso e cremoso, sviluppo elegante e misurato. Lungo e ampio nel finale, vive soprattutto di sapide e complesse sensazioni avvolgenti. 


Kallstadter Saumagen spätlese 2016 

10% alcol, 40 gr di zuccheri. Primo dei due vini “dolci” della batteria. 
Molto piacevole: fresco, ben bilanciato, dolce-non dolce che chiama un secondo e un terzo (e un...ecc ecc) bicchiere. 


Kallstadter Saumagen auslese 2015 (0,375 l.) 

10% alcol, 90 gr di zuccheri. 
Più volume e più dolcezza; è un vino dolce tout court dove forse manca un po' di slancio a bilanciarne le morbidezze. Piacevole.


sabato 20 gennaio 2018

ENOLAB MONZA/1

Il 18 gennaio è scattato l'Enolaboratorio Riesling di Monza (a cura di ONAV Monza presso il Teatro Binario 7), un viaggio in quattro tappe per sondare da vicino un mondo complesso (e a volte – vedi leggi e classificazioni tedesche, ufficiali e non – complicato), difficilmente catagolabile e di grande fascino.
Prima tappa in Pfalz e Rheingau, zone di vini trocken in prevalenza, dai profili parzialmente mediterranei i primi, in genere più verticali i secondi, entrambi uniti da un filo comune che accomuna potenza ed eleganza sapida.


In degustazione annate recenti e molto diverse tra loro (la “piccola” 2014, la calda 2015, la fresca ed equilibrata 2016) che esaltano talvolta l'irruenza fruttata (2015), altre volte le florealità speziate o gli slanci minerali (2016) in un continuo cambio di registro che mostra le sfaccettate forme d'espressione del Riesling.
Ecco un breve racconto dei vini - tutti trocken - presentati nell'ordine in cui sono stati serviti. I primi quattro provenivano dal Pfalz (Mittel Haardt), i successivi tre dal Rheingau.
Le foto sono di Daniela Guiducci.


RUPPERTSBERGER HOHEBURG 2015 – Dr. Buerklin Wolf
Unico, tra i sette vini degustati, ad essere classificato come ERSTE LAGE, equivalente ai Premier Cru borgognoni. Naso “aperto”, espansivo, focalizzato su toni di frutti giallo/arancioni (albicocca). La bocca attacca larga, è cremosa, salda e succosa, sapida. Armonica, anche se dall'articolazione un po' semplice.

FORSTER UNGEHEUER 2016 – Georg Mosbacher
Primo tra i sei GROSSE LAGE/G.G. degustati. Naso di agrumi e zenzero, poi camomilla: fresco e complesso. Al palato è un finto magro. Lì per lì pare quasi agile e snello, ma in realtà la struttura è importante ed emerge presto nel bicchiere anche se ben contrastata dalla tensione acida. Nitida precisione espressiva, vino elegante.

RUPPERTSBERGER REITERPFAD 2015 - Fusser
Al naso unisce frutto giallo tropicale (mango), tè e note di pietra focaia con sfumature lievemente affumicate; sintesi intrigante di frutto e mineralità. La bocca è potente e salda, ampia e profonda, con un finale dove si combinano fine acidità e spinta salina. 

KALLSTADTER SAUMAGEN auslese trocken 2014 – Koehler Ruprecht
L'apertura olfattiva offre toni floreali, di caramella al limone, pompelmo e cera d'api; l'attacco di bocca, rotondo e ampio, maschera una buona freschezza di fondo. Il palato si articola con sicurezza ed esprime rimandi di ananas e pasta di mandorle. Forse gli manca un po' di propulsione nell'incedere finale, ma è un peccato veniale. Il carattere dell'annata smorza l'irruenza dei vini di Koehler-Ruprecht, qui in versione docilmente elegante.

HOCHEIMER KIRCHENSTUCK 2016 - Kunstler
Primo tra i tre vini del Rheingau, qui in particolare siamo sul lato est a due passi dal Meno (affluente del Reno). Floreale e terpenico nei suoi toni di pesca, all'olfatto regala poi cenni speziati, di anice e frutti bianchi (pera). La prima sorsata denota una lieve presenza di carbonica che ravviva l'attacco di bocca cremoso e avvolgente. Centro e fine bocca innervati e allungati dalla sapidità. Chiusura in equilibrio.

JOHANNISBERGER HOLLE 2015 - Johannishof
Il naso si ripulisce presto da una lieve, iniziale, chiusura riduttiva, per poi aprirsi su cenni floreali e fruttati; l'articolazione gustativa è giocata soprattutto sulla finezza. Struttura elegante e di medio peso che si sviluppa con regolarità. Finale preciso.

OESTRICHER DOOSBERG 2015 – Peter Jakob Kuhn
Chiusura con un vino selvatico di grande fascino. Colore carico, naso aperto, potente ed espressivo dove, sotto ad una speziatura da legno non invadente, emergono toni di frutti maturi (mela cotogna), quasi canditi (ananas), erbe secche e scie affumicato/minerali. Bocca di grandissimo vigore salato e acido, ancora compressa. Sgomita e scalcia con grande energia quasi oggi fosse ancora allo stadio di abbozzo, di schizzo, in vista di un futuro molto promettente da scoprire negli anni a venire.


mercoledì 28 giugno 2017

RIESLING VIDEO-SCHULE 29

In attesa del resoconto sulla quinta Rieslingata estiva, ecco a voi un video (4 minuti, in inglese) su Koehler-Ruprecht, azienda del Pfalz autrice di alcuni tra i più intriganti e complessi Riesling tedeschi, prima con il mitico Bernd Philippi, ora con Dominik Sona. Il video è stato realizzato prima della polemica fuoriuscita dell'azienda dalla V.D.P.
Buona visione.


venerdì 24 marzo 2017

ENOLABORATORIO RIESLING/2

Dopo le montagne russe Moselliane della prima serata si passa alle pienezze (apparentemente) più rassicuranti del Pfalz. Rassicuranti perché strutturalmente dai tratti più meridionali e arrotondati; “apparentemente” perché qua e là spuntano acidità citrine, le sapidità spingono comunque sempre con decisione e poi ci si può imbattere in vini più difficili da catalogare, belli e turbolenti come quelli di Koehler-Ruprecht.
8 vini per raccontare il Pfalz, 4 coppie (annata giovane/annata meno giovane) che traducono al meglio il territorio.
Un grazie per le foto a Luca Cannizzaro.


Gaisbohl 2015/2011 – Dr. Buerklin-Wolf
La serata viene inaugurata da un monopole di Dr. Buerklin-Wolf, il Gaisbohl di Ruppertsberg, con un 2015 che esprime goiventù: naso fruttato e molto floreale, bocca salda e fresca innervata da acidità ben matura con ritorni di lavanda e sfumature quasi balsamiche che escono con l'ossigenazione. Molto preciso, qualcuno scambia la sua attuale linearità giovanile per semplicità, ma è un finto-semplice che farà uscire il suo carattere negli anni; il 2011 invece ha naso più pronto ed evoluto con toni minerali di sassi e pietre; il palato - potente e strutturato – rivela i suoli argillosi del Lage di provenienza, chiudendo con buona freschezza.


Pechstein 2015/2009 - Dr. Von Bassermann-Jordan
Ci si sposta a Forst con queste due versioni di Pechstein, vigna particolarissima con vene di basalto nero-verdi: il 2015 mostra una ricchezza espressiva che a tratti quasi sfiora l'opulenza con naso di pesca matura e mela e un palato strutturato e dall'attacco rotondo, ma con finale salino; mentre il 2009 esibisce toni di caramello e confettura di pesca e albicocca, naso “dolce”, dunque, anche se con l'aria escono note di pietra focaia; in bocca ha volume, ampiezza e potenza, ma anche compattezza nel finale.


Ungeheuer 2015/2002 – Georg Mosbacher
Restiamo a Forst con l'accoppiata di Mosbacher, che comprende il vino più datato della serata. 2015 agrumato, con acidità citrina che aiuta a sostenere brillantemente una struttura importante. Piazzato nella sequenza dopo i vini di Bassermann-Jordan pare quasi agile e snello ma, così come Gaisbohl 2015 di Buerklin-Wolf è un finto-semplice, questo è un finto-magro di bella precisione espressiva. Il 2002 gioca su un carattere olfattivo di evoluzione integra, con cenni di frutto maturo-in confettura, caramello bruciato-croccante alle nocciole, idrocarburi sullo sfondo. In bocca poi rivela il meglio di sé, grazie ad una impalcatura viva e nervosa, persino spigolosa e dall'energia salata quasi astringente.


Kallstadter Saumagen auslese trocken 2014/2008 – Koehler-Ruprecht
Azienda fuoriuscita dalla VDP, unica della serata a riportare in etichetta i praedikats anche per i vini più importanti. Da questo Lage anticamente cava di gesso, il 2014 offre toni floreali, poi di miele e cera d'api, con attacco di bocca rotondo e ampiezza nello sviluppo che mascherano una bella freschezza di fondo. Vino di classe e personalità. Poi, per ultimo, il vino meno rassicurante della serata, annata 2008, con naso complesso fatto di eleganti sfumature minerali evolute (anche una lontana sensazione di cherosene) e rimandi di frutto maturo; poi il palato: freschissimo e tagliente, una sferzata in contrasto con il naso. Vino selvatico ed emozionante.