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lunedì 7 settembre 2020

MERKELBACH BROS.

I fratelli Alfred e Rolf Merkelbach non sono nuovi su queste pagine (qui l'ultima volta in cui ne avevo parlato) e nel corso di quasi settanta vendemmie (70!) hanno rappresentanto - e rappresentano - il più tradizionale classicismo dei Riesling della Mittel Mosel, un ottimo punto di partenza per avvicinarsi ai vini della zona. 
Il bello è che non cessano di regalare perle provenienti dalla loro tana in quel di Ürzig e in particolare dal mitico “cru” Ürziger Würzarten, del quale posseggono alcune preziose parcelle situate subito dietro le abitazioni, nella parte medio-bassa del vigneto. 


La vendemmia 2015 ha rappresentato una svolta dopo le difficoltà avute nella complicata annata 2014, che ha convinto i due fratelli (all’epoca quasi ottantenni) a ridurre la superficie vitata da due a un solo ettaro, per poter continuare a gestire in prima persona le operazioni in vigna e in cantina. 
Dal punto di vista qualitativo l’annata 2015 ha dato una eccellente batteria di vini, dieci in tutto da altrettanti fuder, ricchi di maturità zuccherina ma anche di acidità. Una tra le migliori vendemmie per i Merkelbach, forse la migliore, nell’arco del decennio. 
Tra le tre Spätlese prodotte nell’ Ürziger Würzarten ho assaggiato quella contrassegnata dall’AP 07, una grande espressione di Riesling della Mosella. 


Ürziger Würzarten Spätlese 2015 (AP 07) – Alfred Merkelbach 
Apertura olfattiva d’impatto: frutto agrumato, spezie (zenzero) e note tropicali in un naso che gode già di buona espressività anche se ancora in via di formazione. 
La bocca attacca ricca (anche sul fronte zuccherino, oltre 60 gr/l) ma vibrante e si sviluppa ariosa, dinamica e molto fresca. La bellezza gustativa di questa bottiglia da 7.5% di alcol sta nel suo essere golosa e allegra, ma anche complessa. Un vino dal passo leggero e al tempo stesso intenso. 
Una Spätlese importante, che pur non perdendo il carattere del proprio prädikat mostra sfumature di categoria superiore.

giovedì 20 settembre 2018

COPPIA DI MERKELBACH

Nei bicchieri due Riesling di Alfred e Rolf Merkelbach (Ürzig, Mittel Mosel), confronto tra due kabinett dalla stessa vigna, ma di due annate diverse, molto diverse: 2014 e 2015, che rappresentano rispettivamente la 62esima e 63esima vendemmia per la gestione dei due fratelli, in particolare per Alfred, il fratello maggiore 81 enne in azienda dal 1951, quando di anni ne aveva solo 14. 
Il 2014 è stata un'annata meteorologicamente difficile (piogge primaverili-estive, freddo) che ha complicato in particolare la conduzione delle parcelle più impervie (i due fratelli ci tengono ancora oggi a fare quasi tutto loro, sia in vigna che in cantina), il che ha portato alla decisione di lasciare la gestione dell'Erdener Treppchen dall'anno successivo, con conseguente contrazione del numero di bottiglie. 
Di contro il 2015 si è segnalato per il clima diurno secco e caldo e per le buone escursioni termiche, quindi vini con acidità elevate e buone maturità zuccherine. Vendemmia dal 5 al 16 ottobre per una produzione finale di 10 fuder da 1 ettaro di vigna. I vini sono stati imbottigliati l'11 marzo 2016. 


Ürziger Würzgarten kabinett 2015 – Merkelbach 
Frutto nitido e composto, con delicate note floreali, poi di pera e frutti gialli. Lo sviluppo è lineare e armonioso, il finale elegante con il residuo zuccherino molto ben integrato e poco avvertibile. Esemplare e didattico, oggi è ancora leggermente compassato e necessita ancora di un anno o due per aprirsi definitivamente. Nonostante ciò è comunque molto succoso, ha bella lunghezza gustativa ed una purezza espressiva che rappresenta al meglio l'annata. 

Ürziger Würzgarten kabinett 2014 – Merkelbach 
Rispetto al 2015 il colore si carica di toni che sfiorano il dorato ed il naso si apre verso lidi più affumicati e petroliosi, con qualche rimando al rabarbaro, al cedro ed all'arancia matura. Un naso più marcato, più evoluto e meno nitido rispetto al vino precedente. La bocca, con carattere da halb-trocken, è meno compatta e più scontrosa, con un finale persino sferzante. Forse avrà meno vita del 2015, ma oggi regala una buona beva e può dare grande soddisfazione a tavola.


lunedì 29 gennaio 2018

ENOLAB MONZA/2

Con la seconda tappa del viaggio all'interno del Riesling (Enolaboratorio organizzato da ONAV Monza presso il Teatro Binario 7, qui il racconto della prima) si va in Mosella, la patria di alcuni tra i vini più freschi ed eleganti in assoluto, capaci – nei casi migliori – di ribaltare i canoni della degustazione del vino (meglio ancora Il canone e Il concetto di Vino) ai quali molti di noi, per cultura e tradizioni, sono abituati.
In degustazione due vini trocken e cinque con residuo zuccherino, di annate che hanno spaziato dal 2016 al 1999. Un po' come sulle montagne russe, perché si è passati dalla forza citrina del primo, giovanissimo, kabinett trocken all'equilibrio complesso del più maturo secondo, per poi affrontare vari praedikats e vari residui zuccherini, il tutto declinato in annate giovani e meno giovani. Dal frutto spesso esuberante degli esemplari recenti, al classicismo più rarefatto di quelli più datati.
Appunto, un viaggio, anzi due: nei sensi e nel tempo.
Grazie ad ONAV Monza per le foto.




Niedermenniger Herrenberg kabinett trocken 2016 – Hofgut Falkenstein
Si parte con un vino della Saar, di un'azienda (più che) emergente ancora poco nota in Italia.
Il N. Herrenberg è vigna piuttosto estesa, ma qui vengono utilizzati solo grappoli della rinomata parcella “Zuckerberg” (ai vertici della mappa prussiana del 1868). Annata tendenzialmente fresca e si sente. Il vino è una sferzata di energia: diritto e affilato (citrino), decisamente rinfrescante. Il quadro aromatico è giocato su toni di mela verde molto fresca, quasi balsamica, pesca bianca, anice, lime e bergamotto.

Maximiner Grunhaus Abstberg kabinett trocken 2008 – Maximin Grunhaus
Dalla Ruwer altra annata fresca, classica, ma con otto anni in più sulle spalle.
Dopo i vari assaggi degli ultimi dodici mesi, si conferma ancora all'apice del proprio apogeo: naso multiforme che alterna idrocarburi, confettura di susina gialla, poi scie agrumate e di erbe aromatiche. Bocca articolata e armonica, salata e fresca. Un vino che vive su di un'eleganza d'altri tempi: sulle sottigliezze, più che sull'impatto.

Graacher Domprobst spatlese fuder 5 2016 – Willi Schaefer
Primo vino con residuo zuccherino e primo dei cinque vini della Mosella Centrale.
Il fuder 5 viene solitamente destinato ad una selezione di Domprobst spatlese che spesso (come il caso in questione) tende quasi ad un'auslese. Frutto nitido rinfrescato da toni di zenzero; c'è volume ma anche slancio e grande sprint nel finale molto lungo, dove si riverberano note di frutti gialli (pesca) e fiori. Una grande spatlese.

Graacher Himmelreich spatlese 2007 – Kerpen
Un'altra chicca ad un ottimo rapporto qualità/prezzo per questa piccola azienda di Wehlen.
Gli oltre 10 anni di affinamento hanno permesso alla dolcezza di fondersi alla perfezione con gli altri elementi gustativi, ma anche il naso è entrato in una fase affascinante in cui la confettura di susina gialla si fonde con quella di rabarbaro e con sfumature idrocarburiche. Complessità e piacevolezza.

Urziger Wurzgarten auslese fuder 10 2016 – Merkelbach
L'auslese fuder 10 ha impatto terpenico e floreale al naso, ma dà spazio a caratteri tropicaleggianti e di pera; in bocca sembra quasi placido all'attacco, ma presto si rivela supportato da una sapidità che ne rinfresca il peso e la dolcezza. Setoso, avanza inesorabile in souplesse.

Riolite dell'Urziger Wurzgarten

Erdener Pralat auslese Gold Kapsel 2016 (0,375 lt) – Dr. Hermann
Grande vino dolce, ricco, concentrato ma molto elegante. Esplosivo, esuberante (in questo molto “Pralat”) al naso (pesca, albicocca disidratata); attacca grasso e denso in bocca tirando un colpo di coda finale da fuoriclasse. Chiude infatti preciso e scattante, unendo purezza e grande nitidezza.

L'ardesia dell'Erdener Pralat

Wehlener Sonnenuhr 1999 (0,5 lt) – Meulenhof
Un anticipo dell'ultima serata del corso, che sarà dedicata alle vecchie annate.
Il 1999 è stata un'annata calda e a tratti nel bicchiere si sente, ma tutto in un contesto armonico e pluri-dimensionale che trova sensazioni olfattive rarefatte e intriganti (l'idrocarburo accennato, le spezie essiccate). Dolcezza presente, ma molto ben integrata, e sapidità che supporta l'acidità nel vivacizzare un bicchiere molto appagante.


venerdì 17 marzo 2017

ENOLABORATORIO RIESLING/1

Prima tappa dell'Enolaboratorio Riesling di Piacenza organizzato da ONAV al Circolo dell'Unione.
Virtualmente si va in Mosella. 9 vini per provare a raccontare quello che per molti versi è IL territorio del Riesling, quello classico, quello dei vini con gli equilibrismi gustativi più spericolati. Ed anche quello che, per chi scrive, è stata la porta di accesso al magico mondo del Riesling.
9 vini, si diceva: 3 trocken e 6 con residuo zuccherino, tipologia quest'ultima in cui tuttora credo vada ricercato il meglio della Mosella, che sulla tipologia trocken perde ancora qualche colpo rispetto a regioni come Rheingau e Pfalz, per citarne solo due.
A parte i primi due vini, della Ruwer, tutti gli altri provengono dalla Mosella Centrale.
Ecco i vini, raccontati nell'ordine in cui sono stati serviti.


Maximin Grunhauser Absterg kabinett trocken 2008 – Maximiner Grunhaus
Ci tenevo ad inaugurare il corso con un kabinett trocken vecchio stile della Ruwer come questo. Didattico e molto buono. Sottile e slanciato, nervoso e senza fronzoli. Buona la complessità olfattiva, dove alle note di frutta in confettura (anche tropicali) si uniscono sensazioni minerali, agrumate e di erbe aromatiche. Bello e deciso il finale di bocca.
Entrato nel suo apice espressivo, che probabilmente durerà ancora alcuni anni.

Karthauserhofberg alte reben spatlese trocken 2015 – Karthauserhof
Ancora Ruwer per un vino che, a differenza del precedente, vive sul lato fruttato-maturo (cotognata) e speziato dolce; struttura quasi opulenta per la tipologia e la zona, anche se in bocca recupera slancio e compattezza, ma pur sempre mantenendosi su un versante rotondo.


Batterieberg trocken 2013 – Immich-Batterieberg
Terzo e ultimo vino trocken della serata. Il naso esprime toni fruttati, speziati (zenzero) e floreali ma sembra quasi in una fase di passaggio verso sensazioni minerali più complesse. In bocca scalpita e chiude compresso, quasi con durezza: avrà bisogno di tempo per distendere la materia che oggi a tratti appare quasi “cruda”.

Graacher Domprobst kabinett 2013 – Willi Schaefer
Si passa ai vini con residuo zuccherino e si parte col botto. Grande kabinett dal carattere ampio e ricco, con volumetrie e ricchezze olfattive quasi da spatlese. Il bello è che, seppur pieno, mantiene linearità e scorrevolezza, una sorta di eleganza polposa. Pesca gialla e scie agrumate al naso per un vino molto gradevole oggi, ma che darà grandi soddisfazioni anche negli anni a venire.

Bernkasteler Doctor spatlese 2015 – Wwe. Thanisch/Erben Thanisch
Naso al momento un po' chiuso, lento ad aprirsi, che fatica ad esprimere il grande potenziale ma che regala comunque piacevoli note di anice ed erbe aromatiche; è in bocca però dove il vino si rivela realmente lasciando intuire la sua grandezza: esplode ampio, grasso e fresco al tempo stesso. Molto succoso, finisce con lunghezza importante e complessi ritorni aromatici da fuoriclasse.


Urziger Wurzgarten auslese fuder 8 2015 – Merkelbach
Nitido, preciso e lineare, sia al naso che in bocca. Pesca, albicocca, ananas, pasta di mandorle. Già ora molto godibile anche grazie all'acidità molto ben integrata nella struttura zuccherina. Carattere gustativo lungo e fresco. I fratelli Merkelbach al meglio in un vino che è anche fortemente paradigmatico di ciò che questa vigna può dare nelle migliori annate: immediatezza e profondità.

Erdener Pralat auslese 2010 – Dr. Loosen
Naso esplosivo e ricco, potente, con toni di frutto della passione e miele. Al palato subito un po' di carbonica che, lì per lì, maschera un residuo zuccherino più presente rispetto al vino precedente. Quasi opulento, esprime il lato ricco del Pralat, innervato però, come nei migliori esemplari, da una verve acido-sapida che lo ravviva.

Wehlener Sonnenuhr auslese 2004 – JJ Prum
La quintessenza della Mosella Centrale, sintesi mirabile di eleganza aerea ed austera (di quelle truffaldine: la bottiglia finisce in una amen). Come il vino precedente è solare e ciarliero, così questo è chiaroscurale e inizialmente un po' ombroso (lievi note sulfuree che spariscono dopo pochi minuti); esce alla chetichella nelle sue note di confettura di rabarbaro, infuso di camomilla e idrocarburi per svelarsi in tutta la sua eleganza. Classicismo Prum al meglio in un'annata dal taglio classico.


Erdener Pralat auslese Gold Kapsel 2015 – Dr. Hermann
Unico vino realmente “dolce” della serata, che probabilmente nella sequenza degustativa odierna paga un po' questo staccarsi dal dolce-non dolce dei precedenti. Si dichiara apertamente denso e dolce già dal naso: albicocca candita, miele, fiori dolci. Un "Pralatone": bocca grassa e ricca di polpa compensata da adeguato slancio.


sabato 10 ottobre 2015

MERKELBACH 2013

Merkelbach? Sì, sempre loro. Per un approfondimento sull'azienda vi rimandiamo qui, mentre per ripercorrere altre annate e ad altri assaggi andate qui e qui.


Annata complicata, il 2013, con rese molto basse in tutta la Media Mosella e solo 10.000 bottiglie prodotte dai due fratelli (circa 50% in meno rispetto alle medie abituali), anche perché il 20 giugno una grandinata ha colpito il Kinheimer Rosenberg. Un solo kabinett prodotto (di cui parliamo qui sotto), in generale gradi Oechsle elevati con acidità spiccate.

 
Vendemmia iniziata il 21 ottobre e terminata il 4 novembre; imbottigliamento per tutti i vini il 17 aprile 2014.
Nella degustazione odierna ci concentriamo sul confronto tra due vini provenienti dall'Ürziger Würzgarten (vedi qui un vecchio post in cui si parla di questa mitica vigna), un kabinett e una spätlese.

Ürziger Würzgarten kabinett 2013
(Alcol 8,6%, Oechsle 87, Estratto 30,7 gr/l, Acidità 8,1 gr/l, Residuo Zuccherino 44,4 gr/l)
Già ora molto piacevole, apparentemente semplice, in realtà è ricco di polpa che deve ancora trovare piena espressività e distendersi un poco. Succoso e di grandissima bevibilità, per ora a livello aromatico si esprime soprattutto su toni di fiori bianchi e pesca bianca.


Ürziger Würzgarten spätlese 2013
(Alcol 9,02%, Oechsle 91, Estratto 32 gr/l, Acidità 8,6 gr/l, Residuo Zuccherino 40 gr/l)
Naso dal raffinato carattere dolce-speziato, con accenni floreali e di pesca gialla, di scorza d'arancia e cannella; bocca tesa e strutturata con finale molto lungo. In generale combina sensazioni "tropicali" ad altre più fresche: perfetta unione di vigna/terroir e annata. Classico.


giovedì 9 ottobre 2014

MERKELBACH 2012 - PARTE II

Merkelbach 2012, di nuovo.
Ürziger Würzgarten: dopo i kabinett, le altre categorie. Abbiamo preferito dividere in due questo approfondimento sull'annata 2012 in casa Merkelbach per meglio concentrarci su alcuni dettagli e differenze.

 
Così, ecco una spatlese ed una auslese dal Giardino delle Spezie.
Vini che confermano la mano felice e impeccabile, sicura e di sostanza dei due fratelli, in generale e in particolare in questa annata.
I due vini vini hanno alcolicità di poco superiore al 9%, gradi Oechsle del mosto di partenza tra 97 e 100, acidità di circa 7,5 gr/l e residuo zuccherino tra 65 e 70 gr/l.


 
Ürziger Würzgarten "Urglück" spatlese 2012 fuder 17
Dal nome originario della parcella di vigna.
Spatlese non trocken che indugia poco sulle sensazioni "dolci", mostrando un' intrigante eleganza austera. Minerale e sassoso, diritto, deciso, esprime note di anice e salvia, poi lime e zenzero su uno sfondo di frutti gialli (pesca e albicocca).
Palato molto scorrevole e succoso già in questa fase giovanile; grande beva, manca solo l'apertura olfattiva che, crediamo, arriverà nel tempo.
 
Ürziger Würzgarten auslese 2012 fuder 14
Lieve carbonica, più del precedente, e subito grande apertura aromatica. Carattere espansivo e generoso, ricco e polposo, ma con sviluppo fresco e finale rinfrescante.
Deve aprirsi ulteriormente, certo, ma la nota fruttata lievemente tropicale oggi in vista è molto piacevole ed il lungo timbro sapido ne rivelano le eccellenti possibilità di evoluzione. Grande beva.
 
 
 
Vittorio Barbieri

lunedì 15 settembre 2014

THE DEVIL IS IN THE DETAIL

Dei fratelli Merkelbach, ormai vicini agli ottanta, avevamo già parlato qui. L'aver recuperato, grazie agli amici di Enodelirio, alcune bottiglie dell'annata 2012 ci permette di tornare sull'argomento, ricordandovi che i Merkelbach producono in media 15-20.000 bottiglie annue da neanche due ettari di riesling coltivati nell'Ürziger Würzgarten (1,2 ettari), nell'Erdener Treppchen (mezz'ettaro) e nel Kinheimer Rosenberg. Quest'ultimo, dove Alfred e Rolf possiedono 2.000 metri quadrati, è un Cru considerato di secondo piano rispetto ai due precedenti (in particolare rispetto al primo), perché qui il terreno inizia a cambiare di composizione (meno ardesia) rispetto ai quasi confinanti e già citati Cru e forse perché ancora troppo pochi vignaioli sono stati in grado di tradurre al meglio le potenzialità del vigneto.

 
Lente di ingrandimento sui kabinett 2012 dunque, frutto di un'annata che in zona ha fatto registrare una fioritura precoce, seguita in aprile da una gelata che ha segnato negativamente la resa produttiva; clima fresco fino a giugno e caldo a partire da luglio, con autunno soleggiato ed inizio vendemmia ad ottobre avanzato con termine nella prima settimana di novembre. Annata di scarsa Botrytis (rari infatti i BA e TBA prodotti nella Mittel Mosel). Infine, inverno non troppo rigido che ha reso difficoltosa la produzione di eiswein.
Ghiotta la possibilità di testare le differenze tra tre kabinett della stessa annata prodotti dai due fratelli: un Kinheimer Rosenberg e due diverse versioni di Ürziger Würzgarten provenienti da botti (fuder) e parcelle differenti.
I Merkelbach, quando l'annata lo permette, mantengono infatti la buona abitudine di vinificare separatamente parcelle diverse dello stesso Cru, quindi il dettaglio del penultimo numero da destra (in questo caso "11" e "18") del famigerato A.P. Nr. riportato in etichetta indica le botti di provenienza.
Ci ripetiamo: le loro bottiglie sono tra le migliori in assoluto per rapporto qualità/prezzo in Mosella.
 
Ürziger Würzgarten kabinett 2012 fuder 11
(alcol 8,5%, Oechsle 83,3, acidità 8,5 gr/l, zuccheri 41,4 gr/l)
Agrumato con note di selce e sasso, palato preciso e rinfrescante, agile e dinamico. Combinazioni intriganti tra frutto e mineralità e tra acidità e dolcezza; infine didattica (e piacevolissima) la scorrevolezza sapida al palato. Il più affilato dei tre.
 
 
Ürziger Würzgarten kabinett 2012 fuder 18
(alcol 8,5%, Oechsle 87, acidità 8,5 gr/l, zuccheri 42)
Profilo di pulizia fruttata. Leggermente più polposo e generoso del precedente, più sul frutto (tropicale, banana). Dà una sensazione di maggiore larghezza. Il vino in cui forse emerge al meglio l'elegante e raffinata dolcezza tipica dei Riesling di Merkelbach (dei kabinett in particolare) ottimamente bilanciata con acidità, sapidità e alcol.
 
 
Kinheimer Rosenberg kabinett 2012 fuder 2
(alcol 8,98%, Oechsle 87,4, acidità 8,1 gr/l, zuccheri 43,4)
Nitidamente agrumato. Peso e polpa relativamente alla tipologia e paragonandolo agli altri due, poi buono slancio (con le sensazioni agrumate che tornano e si riverberano al palato) che allunga e rinfresca il vino.

 
A presto per altri approfondimenti sull'annata 2012 in Mosella...prima del viaggio a Naturno per l'edizione 2014 delle Giornate del Riesling.
 
Vittorio Barbieri

mercoledì 1 maggio 2013

VULCANO



Il RieslingGarten si trasferisce nelle terre rosse vulcaniche di Urzig, Mosella, Germania, nell'Urziger Wurzgarten, patria di vini aromaticamente generosi, quasi tropicaleggianti, dove la componente terpenica e Gewurztraminerosa del Riesling sa farsi sentire più che altrove.
Stavolta, per la degustazione delle bottiglie, siamo stati ospiti delle cantine Francesco Montagna, interessante realtà bronese in crescita guidata dalle famiglie Bertè e Cordini e dal brillante, e giovanissimo, enologo Matteo Bertè, nostro complice di turno in fase organizzativa.

IL VIGNETO
L'Urziger Wurzgarten, che ha uno dei nomi più belli che un vigneto possa avere: il Giardino delle spezie, sovrasta il villaggio di Urzig e confina con l'Erdener Treppchen e l'Erdener Pralat.
Cru unico per geologia e conformazione, è in pratica uno strapiombo di roccia vulcanica rossa (riolite) proveniente da un'antichissima eruzione, la cui lava, nel tempo, si è trasformata in pietre come quella che vedete qui sotto. Vi è anche presenza di ardesia rossa e grigia e di arenaria rossa.
 
Riolite dell'U.W...in cattività
Il colore rosso è conseguenza dell'alterazione della roccia dovuta all'azione degli agenti atmosferici che hanno portato alla formazione di ossido di ferro (ematite).
Atipico in zona per la tipologia vulcanica del suolo che tende a dare caratteri unici ai vini (aromi speziati e tropicali, strutture che combinano freschezza ed opulenza), spesso ben riconoscibili in mezzo agli altri, il vigneto oltre alle note pendenze estreme, ha esposizione sud-sud est e si spinge fino a 320 metri s.l.m.
Il Cru è piuttosto ampio (56 ettari) e vario, con parcelle di qualità inferiore che però non lo fanno decadere al di sotto dell'ipotetico rango di Grand Cru. In mezzo al Wurzgarten, troviamo un'altra vigna dal nome quasi bondiano (nel senso di James Bond...): Goldwingert, 0,3 ettari che molti produttori tendono a vinificare come “Wurzgarten”.
 
L'insegna "hollywoodiana" dell'U.W.
LE AZIENDE

Ernst, detto “Ernie”, guida l'azienda di famiglia (sede appena fuori Bernkastel) dal 1987, ma prima, dopo studi enologici a Geisenheim, si butta momentaneamente sull'archeologia deciso a mollare il vino e l'azienda. Suo padre però si ammala nel 1986, così Ernie abbandona gli studi archeologici e si tuffa definitivamente nell'avventura enologica nel 1987.
Sui suoi inizi si racconta una storia. Prima vendemmia, che Ernie si ritrova tra capo e collo: l'azienda ha uve in diversi vigneti. In uno di questi possiede 36 diverse parcelle, ma Ernie non sa esattamente dove siano. Allora, con grande rischio, aspetta che gli altri viticoltori raccolgano le proprie uve...quelle rimaste saranno le sue.
Nel frattempo, dagli 8 ettari iniziali, l'azienda passa a 25 ettari. Le vigne si trovano nei villaggi di Bernkastel, Graach, Wehlen, Urzig e Erden, dove è il principale proprietario nel Pralat di cui possiede mezz'ettaro (cioè circa un terzo del totale) diviso in 20 parcelle, un quinto del quale nel Pralat originale, quello pre-allargamento.
Lo stile enologico è preciso e pulito. Anche grazie a fermentazioni lente e lunghe, i vini sono espressivi, generosi e immediati, armoniosi ed eleganti, talvolta più avvolgenti che slanciati, ma senza perdere mai di vista lo sprint. Una sicurezza.
 
 
CHRISTOFFEL JR.
Storica azienda di Urzig (i Christoffel sono a Urzig dal 1600) fondata nel 1890 da Josef Christoffel che decise di aggiungere il “jr” al nome dell'azienda per distinguersi dalla pletora di fratelli e cugini viticoltori omonimi. Da sempre la famiglia possiede vigne a Urzig e a Erden, ma dopo il matrimonio con una Prum, nel 1955, è arrivato in gestione un ettaro tra Graach e Wehlen.
Oggi l'azienda lavora 3,2 ettari complessivi coltivati a riesling. Il cuore sta nell'Erdener Pralat (0,12 ettari), nell'Erdener Treppchen (0,25 ettari, parte dei quali prossimi al Pralat) e soprattutto nell'Urziger Wurzgarten (1,8 ettari).
Le viti hanno un'età che va da 30 a 100 anni, molte sono allevate a palo singolo. Le fermentazioni vengono svolte nei tradizionali Fuder da 1.000 litri usando lieviti indigeni.
I vini sono rustici e non sempre immediati, danno un'idea di rustica austerità e, come altri Riesling della Mosella, tra i tre-quattro e i cinque-sei anni dalla vendemmia, possono vivere una fase di chiusura che rischia di penalizzarli all'assaggio. Più o meno quello che è successo a Broni.
 
 
MERKELBACH
Storica (te pareva...) e piccola azienda, ancor più piccola di Christoffel jr, visto che sono meno di due gli ettari in produzione, tutti coltivati a riesling e parzialmente su viti non innestate. Circa 20.000 bottiglie prodotte in media all'anno dai fratelli Rolf e Alfred, accompagnati dalla temibile e comprovata fama di accogliere i visitatori tra le 7 e le 7,30 del mattino!
Fondata nel 1867, l'azienda vanta alcune tra le migliori parcelle nel Wurzgarten e nel Treppchen. La vinificazione avviene nei tradizionali fuder di legno (sulle etichette i Merkelbach indicano il fuder di provenienza), incarnando ancora oggi una tradizione fatta di vini essenziali e senza fronzoli, verrebbe da dire “alla buona” nel senso migliore del termine. Eleganza, nitidezza e semplicità. Punto.
Ah, e uno tra i migliori rapporti qualità/prezzo in tutta la Mosella.
 
Urziger Sonnenuhr...ebbene sì, c'è una meridiana anche qui
I VINI E LE ANNATE
 
LE ANNATE
2008
Visto che gli unici 2008 della degustazione erano di Dr. Loosen, che dice Ernie della vendemmia in questione? Dice che è una vendemmia classica, matura ma non troppo, non stramatura, senza grandi accumuli zuccherini e con buona mineralità. Acidità alte, al punto che Ernie ha ritardato gli imbottigliamenti, lasciando i vini a contatto con le proprie fecce fini per dare modo all'acidità di integrarsi al meglio con la struttura.
La vendemmia da Dr. Loosen è iniziata il 3 ottobre, presto, ma è finita il 16 novembre (tra gli ultimi a raccogliere, Eiswein a parte).
In generale qualcuno ha fatto paragoni con il 2004, s'è parlato di “Retro-Vintage”, una vendemmia come ce n'erano spesso negli anni '80 e '90. Tanti vini di categoria Kabinett, anche Spatlese, molto poco del resto. Un'annata “classica” per vini classici.
Tra Urzig e Erden qualcuno (Christoffel jr.) ha addirittura iniziato a raccogliere a fine ottobre, perché gli accumuli zuccherini sono stati lenti a causa del clima stagionale fresco e alcune aziende hanno terminato la vendemmia con vini Spatlese il 20 novembre (tardi).
2007
Qui le note sull'annata

2005
Elevate gradazioni zuccherine dei mosti e ottime acidità, vini ricchi e concentrati. Ideale sviluppo di Botrytis “buona”, che ha consentito importanti produzioni di vendemmie tardive, al punto che qualcuno ha parlato di “vendemmia del secolo”.
Clima perfetto da fine agosto a tutto ottobre: nebbie la mattina presto, sole di giorno, fresco la sera. Nei ricordi vendemmiali di Johannes Selbach (Selbach-Oster) rimarranno due inconsuete grigliate all'aperto, una delle quali a fine ottobre durante la raccolta di uve per Beerenauslese e Trockenberrenauslese.
Annata da Spatlese in su, anche se qualcuno ha comunque prodotto Kabinett (spesso con densità da Spatlese) per soddisfare le relative quote di mercato.
Il caldo è proseguito anche in inverno e per questo si sono prodotti pochi Eiswein.

2004
Qui le note sull'annata

I VINI
Alla degustazione (che si è svolta il 29 marzo) oltre ai due giardinieri e ai padroni di casa, erano presenti Marco Bertelegni, Stefano Pizzamiglio, Stefano Calatroni e Alessio Brandolini.
Abbiamo degustato alla cieca, suddividendo i vini in tre batterie e inserendo due intrusi appartenenti a un Cru (Erdener Treppchen) confinante con l'U.W., ma con caratteristiche diverse.

Da sinistra a destra: Pizzamiglio, Bertè sr., Calatroni, Bertè jr., Alfano, Brandolini, Bertelegni+Barbieri dietro l'obiettivo
BATTERIA N. 1

Urziger Wurzgarten kabinett 2008 – Dr. Loosen
Colore più tenue rispetto ai due successivi. Profilo immediato e diretto, semplice, preciso. Classico.
Pietra focaia, leggera affumicatura, poi agrumi e mela verde. Sviluppo agile e lineare ma polposo, finale citrino.
Molto piacevole.

Erdener Treppchen spatlese 2008 - Dr. Loosen
Toni che oscillano tra fiori, frutta quasi in confettura, lievi sensazioni mielate, poi escono gli idrocarburi e qualche nota di cenere. Vino contrastato, quasi un po' slegato, ma è un contrasto dolce/acido gradevole che lo slancia e lo ravviva (amplificato oltretutto dalla carbonica ancora presente). Profilo che, nonostante gli zuccheri evidenti, si rivelerà più “duro” e austero rispetto al successivo, nel rispetto del carattere dei due diversi Cru.

Urziger Wurzgarten spatlese 2008 – Dr. Loosen
Pieno e polposo. Naso leggermente tropicale, dove emergono anche lo zafferano, la pesca bianca e l'anice, che si apre con generosità e calore maturo. La struttura ha peso, avanza in souplesse, cremosa, e con meno contrasto del precedente, sviluppandosi in un timbro dolce e sinuoso, avvolgente e accattivante. Armonioso.

BATTERIA N. 2

Erdener Treppchen spatlese 2007 – Christoffel jr.
Naso oggi sovrastato da note di burro e di lieve straccio bagnato. Sotto le sensazioni lattiche si muove un po' a fatica una polpa ricca e rustica, minerale e leggermente floreale, che richiede un approccio più meditato. Ora quasi chiuso in sé stesso.

Urziger Wurzgarten spatlese 2007 – Christoffel jr.
“C'è una fuga di gas?”, esclama qualcuno appena annusa il bicchiere. Gassoso e potente, con note di pietra focaia, quasi leggermente terrose, benzina. Insomma, naso persino violento, anche se affascinante e, col passar dei minuti, variegato. Finale amarognolo. In generale, meglio attendere qualche anno prima di risentirlo.

Urziger Wurzgarten Auslese 2007 – Christoffel jr.
Torna la sensazione lattico-burrosa, insieme a toni di miele, o meglio, di frutti mielosi. Profilo austero e rustico, sviluppo nervoso, con leggera sensazione tannica.

Urziger Wurzgarten auslese fuder 16 2007 – Merkelbach
Più composto rispetto al precedente. Note di grafite, di sasso bagnato, salmastre anche (che a qualcuno ricordano vecchie gite alle Cinque Terre...). Il finale è più armonioso del precedente, anche se non lunghissimo e un po' semplice, ma molto piacevole.

Stefano Pizzamiglio
BATTERIA N. 3

Urziger Wurzgarten spatlese fuder 15 2005 - Merkelbach
Bella e lineare combinazione di frutto maturo e mineralità, come è nello stile del produttore, che qui regala una piacevole balsamicità con sfumature di salvia. Vino non particolarmente complesso, ma appagante e di ottima bevibilità.

Urziger Wurzgarten auslese fuder 18 2005 - Merkelbach
Più polpa, più frutto, e sempre quella lieve balsamicità, qui un po' timida, ma presente. Facilità di beva e precisione. Finale armonioso che chiude su sensazioni di agrumi.

Urziger Wurzgarten auslese fuder 18 2004 – Merkelbach
Torna lo zafferano, il frutto sta tra il maturo e lo stramaturo, si muove in mezzo a sensazioni di frutti gialli nostrani, albicocca, e non, maracuja, che ci trasportano in una dimensione molto Wurzgarten, anche nell'inconfondibile timbro del lychee, che lo porta a sfiorare elementi di somiglianza con certi Gewurztraminer. Sviluppo gustativo compatto e piacevole.

 
 
Vittorio Barbieri